
Schiodo parole sciocche dal muro
D’edera e margherite della mia mente
Che cinge grani di stelle al calar del sole
Odore di legna arsa e calde fiaccole di porpora
ravvivano i passi soffici della notte
Imprigionano stoltezze
Dentro stridule armature
E mi cerco al mattino
Quando l’alba s’affaccia sui miei occhi
Allontanando il tempo del rimpianto
Presente del mio futuro
Che ormai non m’appartiene
Se intingo l’anima
Nel dolce calice d’ambrosia
Ed è vita
o forse solo un sogno
fantasma vagabondo
in cerca di bugie
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