domenica 27 marzo 2011

Nel perduto immenso
















Abbi pietà di me che sto lontana*
dall'essenza delle mie radici
che non sento appartenermi
ora che i miei giorni sempre più corti
spengono l'infinito dei miei avanzi
e l'alba dai miei occhi
Cedo il passo fragile
al vuoto assoluto e più nulla sento
per quegli anni e mesi e giorni
in cui ero e non avevo
e ancora adesso sono
Spazi di me cerco
per quel volto e quella rosa
che non ho colto
o forse fuggiti via
senza ragione
L'amore ormai non mi ruberà niente
finché non torno
 



* il verso in corsivo é di Alda Merini




1 commento:

  1. raggioluminoso27 marzo 2011 12:51

    Letta con grande ammirazione per l'intensità espressa. Bellissima poesia, ricca di fascino per la verità e molto emozionante.

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