sabato 28 ottobre 2023

Intreccio di civiltà d'un tempo

Tutto il miele è finito
Carlo Levi, il miele di Orune,
concessione di R. Acetoso

"Una civiltà di pastori

si trasforma in parte

in una civiltà contadina,

[...] e già la civiltà contadina

si dissolve pel mondo 

e sorgono centri operai,

come querce solitarie"


Carlo Levi, Tutto il miele è finito,

Ilisso edizioni, Torino, Einaudi 1964, pag. 37.



Intreccio di civiltà d'un tempo 


Cattedrali nel deserto

civiltà ambivalenti

i pastori in transumanza 


che diventano operai.

Sono querce solitarie

in ambiente conosciuto


tra due mari dello Ionio,

nella piana degli ulivi,

nelle zone dell'industria


capannoni abbandonati,

dopo l'auge del respiro,

di lavoro già in disuso


in colline brulle e grigie

dall'argilla refrattaria

dei calanchi di Lucania,


tra le greggi in terra sarda,

mentre a pranzo si cucina

maialino succulento.


La miscella preparata

da diverse istituzioni

per pastori e contadini


operai e diplomati,

funzionari tra quei mondi,

separati eppur vicini


che appaiono lontani,

affluenti al grande fiume

della cassa meridiana,


sotto il sole che s'avventa

su quel mirto che t'inebria,

tra gli ulivi secolari,


come ai solchi di frumento

grano duro a nutrimento.


Lorenzo 28.10.2023

domenica 24 settembre 2023

Sei con noi, sempre.

Sei con noi, sempre !


“Non piangete la mia assenza, 

sentitemi vicino e parlatemi ancora. 

Io vi amerò dal cielo come vi ho amati sulla terra.”


Sant'Agostino


Le note allegre d'interrogazione

lorquando si portavano a lavagna,

gli alunni tuoi a invito rallegrante


e li invitavi alla dimostrazione,

tu iniziavi in detto d'allegria,

fondendo la fiducia a superare


l'angoscia di fallire quel quesito

e d'amore cantavi la canzone,

"parlami d'amore Mariù" dicevi.


Amore era per te il tuo lavoro,

di formule, equazioni e teoremi 

e ai numeri apparivano le note


di pentagrammi in auge nel sessanta.

Amavi il tuo lavoro per portare,

come dicevi "il pane alla famiglia",


non quello azzimo, ma quello dolce,

profumo del mandorlo a primavera,

una delle metafore che amavi,


capendo, infine, il senso di parole.

E mentre si cantava, la notizia

di tua mancanza a vita sulla terra


per riposare in Vita oltre la morte,

quel giorno che giammai dimentichiamo,

novantaquattro il ventisei d'aprile,


ci manca la risata e il suo vocione,

gli sguardi che davano sicurezza,

sapeva tutto e rispondeva a tutto.


Ed era martedì quel giorno triste,

un'ora d'intervallo a second'ora

e non rientrasti più tra i tuoi alunni.


Il volto col sorriso, il tuo esserci,

sono insieme sempre, per non perderci.


Lorenzo 25.9.23


Dedicata al Professore Michele dai suoi discepoli d'un tempo.

sabato 16 settembre 2023

La bella 'Mbriana


 
La bella 'Mbriana 


"La tradizione narra di una 

principessa napoletana

dalla bellezza leggendaria,

abbandonata prima di andare all'altare

e che per il dolore iniziò a vagare 

senza meta tra le strade di Napoli,

in abito nuziale. [...] Ecco perchè si dice

che porta fortuna nelle case.

E' la bella 'mbriana che diffonde il bene 

girovagando fra le mura domestiche

sotto forma di una lucertolina."


Valentino Losito, ZITTI ZITTI, PIANO PIANO

Storie, personaggi, musiche e leggende della Controra

SECOP edizioni, 2022 pag. 214



Fortuna e buona spinta data in sorte

dice il proverbio detto in volgar modo

si manifesta dietro tende mosse


dal vento nelle ore di controra

la bella'Mbriana che diffonde il bene

girovagando tra le mura amiche


oppure tra pareti di campagna

poste dai contadini per confine

macchiate dai licheni orme del tempo


e sottoforma di lucertolina 

lo spirito di casa e dei poderi

dolce angelo al vecchio focolare


appare a meridiana alla controra

obbligo per fanciulli di dormire

parla il silenzio di penombra stanza


e guai a chi non dorme dice il padre

quando in strada impazza il caldo afoso

magia e mistero intrecciano il suo fare


in angoli nascosti si ripone

uscendo solamente qualche istante

controlla consigliando gli abitanti


aggiungi un posto in tavola con sedia

se l'ospite d'onore si presenta

porta serenità spirito buono


tre spiriti vocati nell'inverno

quando i racconti detti intorno al fuoco

propiziano il riposo della notte


il monaciello 'mbriana e la janara

davano il sonno fino all'alba chiara


Lorenzo 16.9.23

martedì 15 agosto 2023

Deposizione

Deposizione
 


Dal Vangelo secondo Giovanni. 19, 32-35.38


(...)


Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, 

che era discepolo di Gesù, 

ma di nascosto, per timore dei Giudei, 

chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. 

Pilato lo concesse. 

Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.



Altorilievo della Piastra in marmo 

Deposizione posta in Cattedrale,

unico sopravvissuto a tre pannelli


in val Padana, incisi molti nomi 

ed Antelami autore di scultura,

un Atto addolorato di Passione,


del Salvatore la Deposizione,

è tolto dalla Croce il Redentore

ed i soldati maneggiano Veste,


tirata a sorte secondo Scrittura,

guardati da immagine di luna,

pallida luce mentre il sole splende


e guarda Madre Santa e tre Marie,

nel preludio di Resurrezione.

D'Arimatea, l'adepto Giuseppe


depone dalla Croce nel lenzuolo

cingendo sulla vita il Corpo inerte

e bacia con un soffio il suo Costato,


ferito dalla lancia del soldato

e Gabriele l'Angelo d'Annuncio

porta la Mano al volto di Maria.


E Nicodemo sale gli scalini

per liberare Mano ancor con chiodo,

son tutti intorno al Nostro Salvatore.


Nel terzo giorno la Risurrezione,

Speranza dei credenti Redenzione


Lorenzo 15.8.23

giovedì 10 agosto 2023

Piazza di Puglia

Piazza di Puglia Dipinto di F. Speranza 1947


"Una solitaria presenza dinamica

è quella di un carretto con la botte 

dell'acqua, trainato da un mulo e dal padrone,

che, ripreso da dietro, sale dalla via 

a destra lungo la direttrice prospettica."


Emanuele Cazzolla, FRANCESCO SPERANZA 

Pittore del Novecento, C. Grenzi Editore,

Foggia 2023, pag 242



"Sempre a sinistra, il quadro si chiude 

con la lunga scala di accesso alla vecchia 

scuola materna “Giacomo Pantaleo” "


F. Fioriello, Piazzetta Fortinguerra, 

luogo dell’anima di Francesco Speranza,

Fonte: Primo Piano, 31.7.23



Un casalino come s'usa dire

in quel della Lucania tanto cara

e dalla lama aperta presso il ponte


che porta alla mia scuola d'una volta,

si giunge ad una piazza conosciuta

nel luogo che profuma dell'antico,


di Speranza incanto in due segni,

del Nostro beneamato che dipinge

gli angoli nascosti del mio borgo


e la speranza che giammai tramonta

di conoscenze per i nostri figli.

Una storia che tutti conosciamo


siamo negli anni, i primi del settanta,

teatro di dolore e di silenzio,

quella piazzetta fonte e nuova linfa


per i fanciulli tolti dalla strada.

Del Maestro conservo la memoria,

incontri del giovedì nella chiesa,


con giovani aspiranti a vita onesta, 

altri vissuti avuti in altro luogo,

sull'Alta Murgia in chiesa di Signori,


giorno di festa andava per il Rito. 

Eppure, in quella piazza c'è l'Asilo,

si raggiungeva dalla scalinata,


un ambiente gioioso ed educante,

il frutto di donanti generosi,  

dove il Grande Maestro proiettava


filmati educativi in cineforum,

in quel contesto sano e "illuminato",

Suor Beniamina ed altre due Sorelle,


arricchivano loro Vocazione,

con Maestri coesi e volontari,

incontri con adulti e Catechesi.


C'era anche un Corso per lavoratori,

su quella via, in "quella stradina"   

con i gloriosi banchi d'una volta,


della scuola "San Pietro"  'ché dismessa.

Grazie Maestro Marco, per il Cuore,

andava raccontato il tuo Amore.


Raggi di Luce fra quelle pareti,

lo sguardo "Oltre" in piana d'uliveti.


Lorenzo 10.8.23

domenica 6 agosto 2023

Castello

Castello, particolare di un dipinto di F. Speranza,
1938, Figure, con casa sul porto e Castello a destra


"A San Mauro Forte, poco più in alto sul monte,

avrei ancora veduto, all'ingresso del paese, i pali

a cui furono infisse per anni le teste dei briganti,"


Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, pag.6, 

Einaudi  Editore, Torino, 2014.


Un' antica vedetta quel maniero

in cala insenatura molto aperta

rifugio di barchette o pescherecci


munifici a pescare il pesce in scoglio,

vedetta di difesa al mare aperto

da un altro lato verso mezzogiorno


aperto agli orizzonti meridiani,

difesa ai saraceni e ai pirati

erano d'avvistamento queste torri


disposte sulla costa e all'interno

torrioni di difesa più imponenti

quattro cannoni e paio di spingarde


cinque fucili con un capitano,

un artigliere più quattro soldati

difesa di quel sito sopra il mare.


Eran grandezza grande gli avamposti

di media oppur di piccola fattura,

questa presieduta da due armati.


Nei pressi c'era un luogo di supplizio

per condannati a pena capitale

e pali per appendere i ladroni


come s'usava a teste di briganti,

nei borghi raccontati di Lucania.

Ordunque, a pericolo scampato,


un luogo di riposo per anziani

riposti a "beneficio" dei parenti

e poi presidio delle Fiamme Gialle.


E' proprietà adesso demaniale

e d'auspicio il culto al territorio.


Lorenzo 6.10.23

domenica 30 luglio 2023

Il piatto della Domenica

Il piatto della Domenica 


oh rìzze oh rìzze oh rìzze 

come all'òve iè oh rìzze

il riccio, il riccio, il riccio

come l'uovo è il riccio


Di mare aroma e scrigni di sapore

son ricci dalla polpa succulenta

è d'obbligo l'esserci di freschezza


s'apre calotta che poggia su roccia

si vede polpa e uova in arancione

cuocere gli spagnetti giusto al dente


aglio prezzemolo e il rosso fuoco

dico peperoncino assai piccante

una padella ed olio quanto basta


soffriggi il preparato in due minuti

ed annegare pasta in questo luogo

un mestolo di acqua di cottura


girare e rivoltare polpa arancio

bastano due minuti il primo in rancio


Lorenzo 30.7.23