© Antica stampa dal mio archivio
Un verbo che s'infrange nei ricordi
un trullo fatto in pietra levigata
posto in quel campo d'avo che non scordi
ricordo il tempo di quella giornata
quando portava in campo la zia rosa
segnata dal fato donna temprata
di particella aveva assai preziosa
un piccolo quadrato un uliveto
d'ordini ottavi secondo la prosa
lungo i muretti a secco un carciofeto
con rosettine e selvatici cardi
e nel campetto un tralcio di vigneto
presso il pagliaro riponeva tardi
l'arte e gli attrezzi di quel tempo amaro
una zappetta a rassodar con sguardi
l'umida terra amata e con l'acciaro
tagliava il ramo ibrido del tronco
succhiante il nutrimento al frutto raro
oppure nei momenti giammai pronto
stendeva sulla paglia le sue membra
per ricordare in segno del tramonto
il figlio prigioniero come sembra
per gloria della patria assai lontana
ora quel luogo non dona più l'ombra
dell'agro d'uliveti nella piana
zona di residenza e animazione
spiriti impressi nella sorte umana
Copyright © Lorenzo 19.5.15
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