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venerdì 9 dicembre 2016

Edicola votiva

Il pane di dicembre

Edicola votiva arco remoto
quivi è impressa l'immagine di Madre
un segno di memoria tramandata
negli archi tutti dell'antico borgo

s'immergono in preghiera i pii passanti
circondano l'icona i residenti
in via vetusta per cercare grazie
accendono lumini in devozione

alzano infanti in cielo a protezione
chiedono a Lei d'essere compagna
pei giorni tutti della vita loro

un'onda emana profumo di pane
un forno a legna invade dei sapori
fragranze di vivande decembrine


Copyright © Lorenzo 16.1.08

venerdì 2 dicembre 2016

Riposo al monte [in terza rima]

Joseph Heike _ Alpeggio _  Opera Propria _  Fonte Wikipedia 


Quasi la notte al giorno mentre d'alpe
piange la vetta e adombra per saetta
il tempo giornaliero fino oltralpe

la nuvola si stringe e non aspetta
come un pittore tinge verde alfine
si perde il pellegrino in via scorretta

s'ode suonare intanto un canto fine
d'Ave Maria e sgombra ogni pensiero
si desta fresco dal riposo infine

pascoli al tempo d'altopiano austero
si fregiano le mandrie nell'alpeggio
per fare delle stalle un gran mistero

di canestrati perle in largo saggio
di primosale oppure di taleggio

Copyright © Lorenzo 2.12.16

martedì 29 novembre 2016

Proposta / Crocifissa / Quell'Amore [in terza rima]

tra gente in piazza .. e chiosa il miserere


"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

da "Dietro il paesaggio"

Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto
Quarta stanza Primo verso


Per Crocifissa un nome di famiglia
un verbo ricorrente che s'invoca
adesso della nonna più che figlia

passano i giorni con la luce fioca
i tempi che dividono il ritorno
in luogo non estremo che si sfoca

lontano in oriente d'esserci intorno
da giovine istruiva quel mestiere
d'agricola minestra a mezzogiorno

tra gente in piazza staziona in essere
compagna a compratori  delle braccia
di falce o zappa e chiosa il miserere

nelle contrade prossime alla murgia
verso quei sassi brulli che s'odora
di terremoti o scarsa economia

sta crocifissa detto il nome ancora
di fatto e di sembianza a dire il vero
attenta serva a provvida signora

curava i figli dentro quel maniero
che sorte dava a nobile casato
e poi stirava i panni in giornaliero

cenere in panno bianco di bucato
torna la sera a casa mentre sgombra
a preparare di comune afflato

ai figli il pasto assieme a chi s'adombra
ora s'addice il verso del poeta
"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

ombra di croci in luogo che m'acquieta
via del dolore in luce ultima meta


Copyright © Lorenzo 30.10.11

lunedì 28 novembre 2016

Proposta / Crocifissa / Quell'Amore [Viali di novembre]

Viali di Novembre



"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

da Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto


Per Crocifissa un nome di famiglia
un verbo ricorrente che s'invoca
adesso sono tate delle nonne

passano giorni e contano le ore
i tempi che dividono il ritorno
in luoghi dell'oriente non estremo

un tempo invece d'esserci compagne
di giovani istruivano mestiere
d'agricola minestra e tutti i giorni

essenza della piazza del paese
a vendere le braccia ai compratori
di falce o zappa a strappar le messi

nelle contrade prossime alla murgia
verso quei sassi brulli che s'odora
di terra arsa oppur di terremoti

dunque la crocifissa detto il nome
di fatto e di sembianza a dire il vero
attenta serva a provvida signora

curava i figli che la provvidenza
dava alle dame in nobili casati
e poi stirava i panni di bucato

cenere calda sopra un panno bianco
e poi la sera a casa in un sottano
a preparare quel frugale pasto

ai propri figli con il suo consorte
ora s'addice il verso del poeta
"Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra"

ombra di croci in tempo d'ognissanti
nei viali del dolore in via di luce
lumi alle icone in tutti i camposanti


Copyright © Lorenzo 29.10.11

domenica 27 novembre 2016

/ Ignaro commensale ][in terza rima]

di uomini che scalano le chiome [foto di stampa]



Cosa conosce ignoto della strada
delle fatiche immense sopportate
dai contadini in campi di contrada

s'alzano all'alba e subito affrontate
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e affaticate

per passioni nell'anno impegnative
e rimandare indietro quei malanni
insidie grandi per drupe native

appese ancora e pronte per i panni
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore al frutto grandi danni

eppur l'ignaro non conosce il guasto
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale in questo

di scale a pioli o sacchi per derrata
di uomini che scalano le chiome
di donne intente in zolla faticata

in terra chine a rovistar mai dome
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera al borgo indome

cosa ne sanno i commensali tutti
dell'opera disposta nella piana
per ricavare l'olio d'usufrutti

creanza per la drupa quando è sana
si sente in gola il pizzico ch'emana


Copyright © Lorenzo 27.11.16

martedì 31 marzo 2015

Vita

© Lorenzo

Degli animali spiriti infelici
gioia e diletto di madame colte
che del passeggio fanno lor conforto
mettendo un collarino ed un uncino

proteso a cinturino che con mano
unta di creme toniche e profumi
toglie la libertà ai fidi amici
quant'altro male d'uomo si racconta

gabbietta per il canto ai canarini
le ciotole di semi ed acqua stagna
ridotte in un rettangolo ristretto

per godimento d'uomo che sragiona
togliendo libertà a quei viventi
mossi dal vento d'anima e di vita


Copyright © riproposta Lorenzo 24.9.12

mercoledì 23 giugno 2010

* Figli di un dio minore *










 

* immagini prese in rete *


La fiamma del camino si riflette nei tuoi occhi color diaspro. Sembri assorto, ti chiamo, ma stasera non segui la mia voce. Continui a fissare il fuoco, immobile. Mi chiedo a cosa stai pensando. Un attimo dopo rivolgi il meraviglioso sguardo verso di me ed è come se avessi letto nella mia mente:
” - Penso ai miei fratelli abbandonati che in questo gelido inverno cercano un portone per ripararsi, un pezzo di pane secco nella spazzatura, un sorso d’acqua stagnante, una carezza, una casa, un pò d’amore;
- Penso ai miei fratelli presi a sassate da mani crudeli, messi in un sacco e picchiati per poi dover combattere e morire, penso alle auto che li investiranno senza poi fermarsi, al dolore del corpo martoriato, penso alla disperazione nel rincorrere chi li ha abbandonati, ai chilometri che percorreranno per tornare da chi amano, al caldo che li soffocherà.
Sacrificherebbero la vita per loro eppure moriranno da soli, mentre la gente gli passa accanto, indifferente, senza provare amore né pietà. Mi sento in colpa adesso che tu mi hai accolto nella tua casa, nutrito, amato, difeso, rispettato. So che mi sarai accanto quando sarò vecchio, poserai la mano sul mio cuore quando dovrò donarti il mio ultimo palpito d’amore.
Credi che, almeno lassù, ci sarà un paradiso per i miei fratelli che appartengono ad un dio minore?-“
Un brivido mi percorre la schiena, conosco questa pena, gli rispondo. Il Creatore ha disegnato un unico mondo, e tu gli appartieni. Ti ha donato all’uomo quale amico migliore e fedele, ma col tempo egli ha dimenticato che anche tu hai un’anima. Perdonalo se puoi, tu che hai un cuore di cane.

* * * * * * *


( E' tempo d'estate, tempo di abbandono, il peggiore di tutte le altre stagioni.Mi rivolgo a coloro che intendono condannare il migliore amico a morte sicura:Non commettete questo tradimento, quest'infamia! )
Esorto i miei amici ad aiutare tutti gli animali Cliccando QUI . Non vi saranno chiesti soldi, né adozioni, ma solo una firma, cosa vi costa? )

Ringrazio voi e La Mente e Il Cuore, dal profondo del cuore, a nome di coloro che fanno parte degli ultimi
.

 

lunedì 21 aprile 2008

CHI E' LA BESTIA?
L’OIPA SI COSTITUIRÀ PARTE CIVILE CONTRO I DUE AGENTI DELLA POLIZIA PROVINCIALE CHE HANNO UCCISO CON CRUDELE BRUTALITÀ UNA VOLPE


Alcuni giorni fa a Gandellino (BG
), due operai hanno trovato una volpe piuttosto mal ridotta che si era rifugiata nel cantiere presso il quale stavano lavorando. Il capo cantiere ha provveduto ad avvertire la stazione dei Vigili Urbani e, tramite il numero verde di pronto intervento, anche la Polizia Provinciale che per legge avrebbe dovuto raccogliere l'animale ferito e trasferirlo in un centro per il recupero degli animali selvatici. Gli agenti della Polizia Provinciale di Bergamo intervenuti, hanno invece infierito sulla povera bestia schiacciandola sotto i piedi e dandole calci sul petto, causandone la morte. Ma i testimoni sconvolti non hanno permesso che il fatto venisse messo a tacere e hanno avvertito la Forestale di Gromo che ha avviato le indagini e individuato i due agenti responsabili dell'uccisione dell'animale che sono stati denunciati alla Procura di Bergamo per maltrattamento di animali.

Leggi la news alla pagina http://www.oipaitalia.com/ecozoofile/notizie/volpe.html
Prego tutti coloro che visitano il mio blog di
cliccare sul banner dell' OIPA giù a sinistra
C'E' BISOGNO DI VOI PER SALVARE CHI NON
PUO' DIFENDERSI.
IL MONDO HA SETE D'AMORE E DI RISPETTO

GUARDATE IL VIDEO Qui OCCORRE MOLTO CORAGGIO, MA NON E' DISTOGLIENDO LA SGUARDO CHE SI IMPEDISCONO QUESTI CRIMINI
GRAZIE A NOME DI CHI NON HA VOCE
* * * * * *
 Perverso allo stato puro...

Insolente tendi lo spietato arco

su folli inermi che cercano un varco

 

Impenitente lanci la dolosa freccia

sbriciolando fusti umani come breccia

 

Sudicio il tuo pensiero espelle orrori

ladri criminali e violentatori

 

Smodato nella tua potenza

impedisci ogni umana interferenza

 

Sotto l’orrido nome d’indulto

infliggi agli innocenti grave insulto

 

All’espero si sgrana un rosario

impegno di un cuore solitario

 

Anche una volpe prega per la tua agonia

mentre piange con noi la sua malinconia

 

Siam tutti come schegge



 uccisi a norma di legge

* * * * *
Vite stroncate


Spoglia la Terra


Su fiumi di sangue


Baluardo strappato


Da orride mani


Dilaniati dolori


In crocifissi inchiodati


Su folli vaneggi


Massacrano carni


Di parto divino


Strazio crudele


Di bianche innocenze


Su strade di ghiaccio


Passante distratto


Biasimi abbozzi


Dal sapore  di nulla


Anneghi il tuo tempo


In gocce di noia


L’anima vuota


Tenta la resa


Del mio grido


Inarrestabile


Inutile affanno


La sfida all’amore


Che regna nel cuore


Il cammino perseguito


Di menti indecenti


Nel nero colore


Fiondano

Svendute coscienze


Elemosino amore


Per innocui respiri


Al petto ferito li cingo


Che oltre ogni infamia


D’umano vestita


Vive