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lunedì 20 febbraio 2017

Nel Silenzio

© Foto di stampa


Se i nostri istanti migliori durassero
supererebbero il Cielo. 

Emily Dickinson



Si sentirebbe l'eco del silenzio
le onde che trafiggono l'anima
uno tsunami di verbi non detti 
nè coniugati nel tempo infinito

e stanno stanchi nel cielo stellato
satelliti d'un mondo ch'accarezza
la solitaria mia malinconia
di là c'è il cosmo mio che s'allontana

vivo il mio tempo e  testo i miei ricordi
due figuranti vestiti d'antico
una gonna che copre le caviglie

ed il suo uomo con l'abito in festa
un ramo che sfiora il cielo turchino
occhi lontani col cappello in testa


Copyright ©  Lorenzo 20.2.17

lunedì 9 gennaio 2017

La via di luce [sonetto in terza rima]

© foto di F. Cervo


Una pista per l'imbiancate ascende
la via del monte risale scalando
scordare a valle i tristi affanni intende

si porta in cima le sue idee lasciando
i disinganni acuti posti in spalla
in vetta l'espressione liberando

aprendo al vento una sacca gialla
per dare al mondo un gioioso scacco
sciatore d'alpinismo non traballa

estremo solca neve fresca un sacco
girandosi e guardando l'orizzonte
si lascia andare giù dopo il bivacco

ponendo dietro millefoglie in fronte
toccate dalle nuvole già pronte

Copyright © Lorenzo 9.1.17

domenica 8 gennaio 2017

La via di luce [in sonetto]

© foto di F. Cervo

Una pista per l'imbiancate ascende
la via del monte risale scalando
lasciando indietro i tristi affanni a valle
assieme alle sue idee lascia in cima

i disinganni acuti porta in spalla
libera e lieta vetta in espressione
secondo azione ed apre al vento il sacco
per dare al mondo un gioioso scacco

sciatore solitario d'alpinismo
estremo solca neve fresca in alto
girandosi e guardando l'orizzonte

si lascia andare giù per la discesa
lasciando indietro la parete a strati
toccata dalle nuvole d'ovatta


Copyright © Lorenzo 8.1.17

sabato 7 gennaio 2017

La via di luce

© foto di F. Cervo


 Vedo una via
sale per le imbiancate
piste del monte
s'inerpica scalando
lasciando indietro i tristi

affanni a valle
assieme alle sue idee
in spalla porta
i disinganni acuti
lasciando sulla cima

libera e lieta
di vita l'espressione
secondo azione
d'aprire al vento il sacco
per dare al mondo scacco

Copyright © Lorenzo 12.9.11

venerdì 6 gennaio 2017

Non solo al monte _ Fonte Web


Freddo l'inverno
si copre biancaneve
Epifania

Copyright © Lorenzo 6.1.17

sabato 24 dicembre 2016

Natale

cera della regina

Giorno di festa
un riccio al muschio in testa
un pò di rosso

cera della regina
con i lumini accesi


Copyright © Lorenzo 24.12.16

martedì 13 dicembre 2016

Il fuoco

il fuoco nella piazza _ fonte wikipedia



Luce del giorno
il tredici dicembre
Santa Lucia

il fuoco nella piazza
è prossimo il Natale


Copyright © Lorenzo 13.12.16

mercoledì 7 dicembre 2016

In vetro [in terza rima]

schiocca calabrese di fichi secchi _ fonte wikipedia

Promessa mantenuta al tempo giusto
d'accomodare in vetro i dolci frutti
al sole dell'estate per il gusto

sull'albero e nei canestri asciutti
schiacciati in giunchi piani fra le dita
per rendere gustosi i semi tutti

una bontà di dolce custodita
rimessi in fila nella teglia in forno
foglia d'alloro in mezzo garantita

come un trionfo per gli eroi d'un giorno
e lentamente a crogiolare al fuoco
caramellati poi al vapoforno

nulla è compiuto ancora e pressappoco
imprigionati in trappola di vetro
a strati e in mezzo nel mieloso gioco

si pone una nocciola cotta indietro
in precedente intingolo nel forno
sembra un bouquet d'aroma e qualcos'altro

con pezzi di fondente tutt'intorno
so che vi giunge un piccolo riflesso
qui ora nel palato e nel contorno

d'assaporare il liquoroso adesso
intingolo di fichi saporiti
e prima di coprire con successo

s'innaffia i frutti in nettare di viti
del più pregiato secco aperitivo
fichi congiunti a miele e poi serviti

quando s'aprono in giorno vocativo
per onorare gli antenati estinti
e ancora il dì natale successivo

sembrano messi in riga e poi dipinti
in fregi decorati e variopinti


Copyright © Lorenzo 7.12.16

giovedì 1 dicembre 2016

Riposo al monte [in sonetto]

si fregiano le mandrie nell'alpeggio _ M. Fleming _ Fonte Wikipedia


Quasi la notte al giorno mentre d'alpe
piange la vetta e adombra per saetta
che serra mezzogiorno fino a sera
la nuvola si stringe in questo bosco

verde sicchè un pittore tinge alfine
si perde il viaggiatore e cala l'ombra
s'ode suonare in via un canto dolce
d'Ave Maria e sgombra ogni pensiero

destandosi nel fresco del riposo
pascoli intanto della valle alta
si fregiano le mandrie nell'alpeggio

per fare delle stalle una scintilla
di perle e di canestri bianchi e pieni
di primosale che d'odor t'assale

Copyright © Lorenzo 1.12.16

domenica 27 novembre 2016

/ Ignaro commensale ][in terza rima]

di uomini che scalano le chiome [foto di stampa]



Cosa conosce ignoto della strada
delle fatiche immense sopportate
dai contadini in campi di contrada

s'alzano all'alba e subito affrontate
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e affaticate

per passioni nell'anno impegnative
e rimandare indietro quei malanni
insidie grandi per drupe native

appese ancora e pronte per i panni
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore al frutto grandi danni

eppur l'ignaro non conosce il guasto
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale in questo

di scale a pioli o sacchi per derrata
di uomini che scalano le chiome
di donne intente in zolla faticata

in terra chine a rovistar mai dome
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera al borgo indome

cosa ne sanno i commensali tutti
dell'opera disposta nella piana
per ricavare l'olio d'usufrutti

creanza per la drupa quando è sana
si sente in gola il pizzico ch'emana


Copyright © Lorenzo 27.11.16

venerdì 25 novembre 2016

/ Ignaro commensale ]

La raccolta delle olive


Cosa conosce ignoto della strada
della fatica immensa sopportata
dai contadini intenti alla raccolta

s'alzano in fretta per scaldare il giorno
per riempire i sacchi delle olive
rimesse a mani nude e infreddolite

gli spasimi nell'anno sopportati
per rimandare indietro quei malanni
insidie grandi tramano le drupe

appese ancora a lance verdeggianti
se vincono i batteri cambia il gusto
muta il sapore in frutto delicato

eppur l'ignaro non conosce il danno
che reca a ricompensa dell'annata
cosa ne sa il commensale ignaro

di scale a pioli o sacchi da comporre
di uomini che scalano le chiome
di donne intente a rovistar le zolle

in terra chine a rompere la schiena
nulla va perso di quei dolci frutti
e ritornare a sera fra le mura

cosa ne sa il commensale ignaro
dell'opera disposta e sopportata
per ricavare l'olio per l'annata


Copyright © Lorenzo 15.10.11

lunedì 21 novembre 2016

Frantoio [in terza rima]

Frantoio d'un tempo


Una lezione tra l'odor fruttato
s'ascolta nel silenzio tradizioni
d'un evo mai rimosso ed acclamato

di gente ricca nell'affermazioni
un caminetto acceso con gli ulivi
la vivandiera  senza esitazioni

prepara una pignatta per convivi
or quando crogiolava ceci biondi
un break si miscelava d'ora e quivi

acqua di tal legumi in piatti fondi
gustosa con il pane e croce d'olio
nuovo e pressato in fiscoli rotondi

ma cominciamo il viaggio portfolio
qui ora nel silenzio stanno ferme
le macine di pietra portaolio

adesso invece è d'uso in altre forme
ruote in granito e fiscoli impastati
riposti nei cilindri per riforme

quando nel tempo in mesi conclamati
dell'oliarole scure si riempiva
l'attesa fuori sino a cieli ombrati

coi traini pieni e carichi copriva
erano in fila  ad aspettare il turno
la pesa delle olive percepiva

giorni in sequela dello stress diuturno
duro lavoro in campi di contrada
intanto il borgo respirava intorno

il mese di dicembre tra rugiada
pregna quell'aria nell'arcaica piazza
basole in pietra e storia nella strada

di contadini curvi per la stazza
di zappa in spalla ad equilibrare
spina dorsale che illusione spazza

braccianti ai compratori e faticare
all'imbrunire in largo presso porta
s'offre miseria per bene sperare

i lumi intanto accesi in ogni porta
s'alzavano devoti per preghiera
a Madre di città che ci conforta

e la novena si tiene in quest'era
prima d'avvento dolce l'atmosfera


Copyright © Lorenzo 21.11.16

domenica 20 novembre 2016

Frantoio

Frantoio d'un tempo _ Fonte Wikipedia



Una lezione tra l'odor fruttato
s'ascolta nel silenzio tradizione
di civiltà nascosta mai rimossa

di gente allora ricca di valori
un caminetto acceso con gli ulivi
dove la vivandiera preparava

una pignatta colma di legumi
or quando crogiolava biondi ceci
si miscelava ricca colazione

acqua di tali buoni cereali
gustosa con il pane e croce d'olio
fresco era ancora in fiscoli pressati

ma cominciamo il nostro viaggio antico
qui ora nel silenzio stanno ferme
le macine di pietra nella vasca

adesso invece è d'uso altra incombenza
ruote in granito e fiscoli impastati
riposti per cilindri a nuovo ciclo

quando nel tempo di raccolta piena
e d'oliarole scure si riempiva
l'attesa fuori sino al far di sera

i traini pieni e carichi di sacchi
erano in fila  ad aspettare il turno
di pesa delle olive già raccolte

nella giornata cominciata all'alba
duro lavoro in campi di contrada
intorno il borgo respirava intanto

il mese di dicembre e preparava
l'aria di festa nell'arcaica piazza
basole in pietra pregne della storia

di contadini curvi per fatica
la zappa in spalla ad equilibrare
spina dorsale in illusione vana

vendevano le braccia ai compratori
all'imbrunire in largo presso porta
colma d'odore di miseria e terra

intanto i lumi accesi sotto gli archi
alzavano devoti una preghiera
dolce patrona di città d'ulivo

 
Copyright © Lorenzo 20.2.11

mercoledì 16 novembre 2016

Luce dello Spirito [in terza rima]

ascolto il vento


La scossa che collega le mie Vie
mi scorre dentro e mi dona vita
pensieri negli incroci d'armonie

riflessione m'avvolge concepita
inclinazione e ludica ragione
nel tempo e nello spazio definita

mi sembra un gioco in accettazione
ed altra spiegazione non mi stringe
declino cognitivo non dispone

anzi l'allena e subito mi spinge
e confessione faccio di star bene
sto bene in luogo che non mi respinge

conosco i vostri volti dunque orbene
dolci sorrisi ed occhi cristallini
benessere che stimola e mantiene

l'esserci in comunione e sorti affini
a buon intenditor chiosa il proverbio
antico come il mondo nei cammini

qui ora come allora io m'atteggio
meditazione impongo a connessione
tempesta di pensieri in buon esempio

depongo la mia mente in affezione
del respiro del tempo questo intendo
dottrina di poesia in attrazione

nella sterrata silenzio volendo
ascolto il vento su pietre sedendo


Copyright © Lorenzo 16.11.16

martedì 15 novembre 2016

Luce dello Spirito [endecasillabi]

sto bene qui


La scossa che collega le mie Vie
mi scorre dentro e mi dona vita
pensieri s'accavallano a pensieri
riflessione m'avvolge di speranza

inclinazione e ludica ragione
nel tempo e nello spazio queste idee
mi sembra un gioco meta illuminato
ed altra spiegazione non mi stringe

declino cognitivo non conosce
anzi l'allena e subito l'affina
e confessione faccio di star bene
sto bene qui con Voi e vi conosco

conosco i vostri volti immaginando
dolci sorrisi ed occhi cristallini
benessere che stimola l'azione
senza malignità nè sorte ria

a buon intenditor chiosa il proverbio
antico come il mondo sottoscrivo
qui ora come allora sani intenti
meditazione impongo a connessioni

tempesta di pensieri assai sereni
depongo la mia mente sul respiro
del tempo Voi sapete cosa intendo
dottrina di poesia qui m'avvolge


Copyright © Lorenzo 15.11.16

lunedì 14 novembre 2016

Luce dello Spirito

Immagini d'autunno


Scossa che collega
le mie Vie
scorre dentro e mi dona vita
pensieri s'accavallano
a pensieri
sto meditando
e mi dona pace

ludica ragione
dello Spirito
rilassanti idee
fuori tempo massimo
può sembrare
un gioco
meta - illuminato

spiegazione altra
non è impellente
declino cognitivo
non conosce
anzi l'allena
l'affina eccome
e confessione faccio

sto bene qui con Voi
conosco i Vostri volti
immaginando
dolci sorrisi
e occhi verdi
benessere stimolante
d'una ricerca - azione

senza malignità
nè sorte ria
a buon intenditor
canta il proverbio
antico come il mondo
sani neuroni allora
per sani intenti miei

meditazione allora
tempesta di sinapsi
serenità interiore
depongo il mio pensare
sul Respiro del Tempo
e Voi sapete
cosa dire intendo


Copyright © Lorenzo 1.2.07

giovedì 10 novembre 2016

Acquerello di paesaggio

Gesuino Curreli  tecnica mista su faesite 



Un acquerello che d'altura parla
di case un pugno mi ricorda un luogo
che frequentavo il dì di festa antica
quando ragazzo molti lustri indietro

alle pendici della murgia amica
si concedeva un attimo e preghiera
alle fatiche di famiglie care
un buon curato a celebrare messa

nella chiesetta lì posta a presidio
tutti vigneti intorno per raccolto
fattura del buon nettare divino
rosato e bianco o vitigni neri

che danno vino ancora a san martino
una vasca con fontanella in testa
acqua e sapone gratina di legno
su cui la mano della giovinetta

lavava i panni sporchi di sudore
cotti dal sole di giornata afosa
di contadini intenti a faticare
la terra intorno al segno di confini

muretti a secco pietre ben squadrate
e poste come altezza alle ginocchia
e nella fuga un ciuffo di gramigna
che il tempo di stagioni riponeva

come collante fra fessure e muschio
e quelle case narrano le storie
segreti e sacrifici d'ogni giorno
le nascite d'infanti poi scampati

quando da adulti avvinti dai sogni
vanno guardando incanto d'orizzonte
riposto sotto il cielo di quel borgo
dove la vita scorre come un tempo

un filo di cotone attorcigliato
distesi i panni freschi di bucato


Copyright © Lorenzo 10.11.16

giovedì 3 novembre 2016

E' tempo del ricordo [in terza rima]

nei boschi ridipinti


E mentre scorre il tempo della vita
è d'obbligo memoria degli estinti
nel giorno col rosario tra le dita

sulle nevi nei boschi ridipinti
i fiati nelle valli già felpati
sono rimossi in monti ora succinti

di comitive in sentieri privati
vietato avventurarsi nell'ascesa
foss'anche i valligiani qui abitanti

sacro momento e sagre nell'attesa
ai fuochi dei braceri c'è calore
vinacce distillate  con sorpresa

e tavole imbandite con amore
s'accendono dei ceri con il cuore


Copyright © Lorenzo 3.11.16

lunedì 31 ottobre 2016

Asparagi [sonetto in terza rima]

Asparagi _ Fonte Wikipedia


Asparagi di murgia sono il dopo
epigoni degli idi marzolini
germogli accesi i lumi d'olio è d'uopo

legnosi rampicanti e cristallini
distesi sulla pietra a crogiolarsi
di san martino in giorni novembrini

infine è loro sorte ritrovarsi
principi per un flan lessi per fritti
coi bianchi fiorellini per scaldarsi

con succulenti piatti di risotti
mentr'ora vengo al dunque di terzina
epigoni o discepoli costretti

di marzo o giugno in era che si china
nel tra d'inverno e d'anno la mattina


Copyright © Lorenzo 31.10.16

venerdì 28 ottobre 2016

Damigella [in terza rima]

Campanula alpina


Campanula discorde che s'appoggia
d'ippocastano al fusto non albina
protetta e solitaria nella pioggia

s'apre squillante e impura sembra alpina
ombra d'ombrello foglie a protezione
corolle chiuse al giorno che declina

quando la notte scende in attuazione
sembra una dama opaca nel giardino
con veste rivoltata in donazione

un palco naturale ed argentino
così la damigella veste austera
gonnella nel contrasto in angolino

una ghirlanda verde salottiera
tra suoni e note d'una capinera


Copyright © Lorenzo 28.10.16