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venerdì 30 gennaio 2015

Cammino

©  Lorenzo

Nato da fonte nella terza parte
in mezzo ad altri germini di vita
il mio cammino meno di due lustri
fra le carezze della mamma cara

abito bianco in prima comunione
appena in tempo per godere vista
della nutrice assisa sulla sedia
poi d'improvviso un fulmine recise

la mia colonna bianca allora andata
come colomba verso i cieli azzurri
d'allora in poi un velo di tristezza

calava sul mio volto in ogni istante
ed anche adesso coi capelli bianchi
lo sguardo volto verso terra grigia



Copyright ©  riproposta Lorenzo 18.8.12

sabato 12 ottobre 2013

Incanti [(d'anni trenta) nelle passioni di quel tempo]

© Lorenzo



Intorno a me i quadri del mio tempo
passaggi d'una vita secolare
in bianco e nero oppure colorati
ripresi indietro da generazioni

un gruppo di famiglia in un frammento
infanti e giovinetti sorridenti
fanno corona a due passioni antiche
anime andate ancora qui presenti

a raccontar la storia d'antenati
sguardi severi in alto nella stanza
guardano in basso eppur riconoscenti

d'essere ricordati dai viventi
memori adesso dei colori primi
e dei racconti appresi negli annali



Copyright © Lorenzo 27.6.09

nel qui e ora qualche variante
12.10.13

venerdì 4 ottobre 2013

Crudele esilio - Recensione di Lorenzo Bacco

Crudele esilio

 

Scricchiolano come vetri rotti
sotto i palmi dell’anima mia
quelle lame di rancori
cieche alla ragione
e sorde al richiamo del cuore
Crudele il mio esilio da te sanzionato
in un giorno lontano di pioggia e sale
ove il sole
d’allora
non scorgo mai
Iniqua prigione e tormento
che mai nessuno ha osato valicare
Eppur m’appare il mesto tuo sguardo
quando nascosto
osi posare gli occhi
su ciò che di me resta
oltre la tua tormentata collera
il silenzio del dolore
 
 
 
 
 
La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:
 
 
L’esilio, un luogo di dolore e di ricordo struggente per colui che viene relegato in questo luogo d’oblio, crudele perché chi è dentro non può assaporare la gioia della libertà dell’anima e della vita dei suoi luoghi cari, in tutti i suoi aspetti. Arido il luogo, inaridisce lo spirito di chi attende. E questa settimana mi colpisce il tema che parla di odio e collera e l’egoismo che svilisce l’uomo artefice di tale sentimento, ossimoro della solidarietà tanto auspicata dall’Autrice di questa Lirica. 
 
Crudele esilio
 
Non un esilio di terra lontana dalla sua, ma un esilio d’anima e pensiero  
 
Scricchiolano come vetri rotti
sotto i palmi dell’anima mia
 
Ed inizia con un rumore che mette panico a sentirlo, i vetri rotti caduti in terra per un qualsiasi evento, un bicchiere in frantumi e l’attenzione che bisogna avere per non farsi penetrare nei piedi dai frammenti, risultanti dolorosi e insidiosi e ancor più se questi vetri, nella metafora che ne consegue, si conficcano nelle pieghe dell’anima che soffre il dolore più acuto. Una ferita al piede può guarire in fretta,  ma una ferita all’anima ha bisogno di lungo, lungo tempo per essere elaborata e assorbita perché  
 
quelle lame di rancori
cieche alla ragione
 
si conficcano nel cuore e lo fanno sanguinare, lame taglienti, altra metafora per indicare il male che taglia a fette  l’anima, lame che imperterrite non ascoltano la ragione rendendole finanche
 
sorde al richiamo del cuore
 
che invoca affetto e comprensione, tralasciando l’empatia, il transfert che s’immedesima negli abiti dell’altro 
 
Crudele il mio esilio da te sanzionato
in un giorno lontano di pioggia e sale
 
E la Nostra Shayra dichiara ancora amaramente il termine crudele, l’esilio è crudele per lei, l’esilio dai sentimenti più puri, sanzionato da chi un giorno ha promesso amore, un giorno lontano funestato dal cattivo tempo e coperto di sale, il simbolo dell’aridità e ancor più di speranza di vita futura
 
ove il sole
d’allora
non scorgo mai
 
Nel suo significato mitologico il “sole” è energia luminosa o luce solare  incorporata in una struttura in grado di creare e conservare la vita.
E questa luce ormai s’è persa nei meandri del buio 
 
Iniqua prigione e tormento
che mai nessuno ha osato valicare
 
Una galera, un limite che mai nessuno si augura per sé e che  mai vorrebbe oltrepassare 
 
Eppur m’appare il mesto tuo sguardo
quando nascosto
osi posare gli occhi
 
Rimane pur sempre una speranza e la Nostra immagina gli occhi nascosti, pur mesti e carichi di un affetto ormai sfocato, occhi adesso, invece,  quasi furtivi di chi l’ha relegata in quello stato
 
su ciò che di me resta
 
condizionata da un evento triste che l’ha posta in uno stato quasi di frustrazione, mi perdoni l’Autrice il crudo linguaggio.
 
oltre la tua tormentata collera
il silenzio del dolore
 
un congedo che valica un dolore infinito, silenzioso, struggente, che abbraccia, purtroppo, il tormento provocato dalla collera di chi ha provocato il Crudele esilio dei suoi sentimenti.
 
Una Lirica dettata da sentimenti sublimi, radicati in un’anima nobile, nell’invocazione iniziale e pennellata, nella stupenda grafica di Rosy, di un desiderio sussurrato e sentito:
Vorrei che tu fossi qui !!
 
Un abbraccio di cuore, cara Shayra.
 
 
 

venerdì 6 maggio 2011

Rimpianto


 




Foto di  © Chiara Lana





Ti cerco disperatamente
lungo il rumore d'un fiume
tra i sogni della notte
che evaporano dalle finestre buie
Mendicante io
avvicino il cuore sgualcito
al tuo universo vagabondo
Il tempo corre via spietato
tu lo segui
io rimango qui
ad allungare la tua ombra
che l'alba non potrà rubarmi
Vorrei entrare a piedi nudi
nel tuo silenzio
rubarti un respiro
un pensiero
Vola l'anima tra le tue ciglia
per imprigionarsi in un ricordo



Sei rimpianto che mi consuma



venerdì 8 aprile 2011

Il girasole



I girasoli di © Vincent Van Gogh




Avrei voluto raccogliere
tutti i fiori della terra
quelli di campo
viole e girasoli
per offrirli al tuo cuore
mio dolce amore
ma ho trovato solo parole
arcobaleni d’emozioni
su ali d’aquiloni
sono eterni pensieri dell’anima mia
a te consacrata in un giorno d’aprile
nel mio attimo d’immenso

* Buon Compleanno Luca *

giovedì 8 aprile 2010

* Mio fiore *



Sospeso è il mio respiro
sul mare dei tuoi occhi
onde d’emozioni mi travolgono
nel sentire la tua mano
sempre più vicina alla mia
T’ammanto d’orgoglio
mio fiore
Sbocciasti a primavera
a regalarmi gemma e sole
Accompagnai il tuo passo incerto
ed ora sostieni tu il mio
in questo mio tempo bambino


( a mio figlio Luca che oggi compie gli anni )

martedì 8 aprile 2008

Alla mia stella

Immagine presa in rete

* * * * *

Al mio cucciolo che oggi compie gli anni

lunedì 7 aprile 2008


Figlio

( prelevata da sito di grafica http://www.angelasantoro.com )

Sulla sponda della mia coscienza
stringo ricordi e speranze
frantumati dall’inesorabile
ricusa di questi anni
Sembra un gabbiano
urlare al cielo il mio dolore
silenziosa e mesta
ripeto il tuo nome
verso l’infinito
l’antica lacrima tenta
il solco solitario
del mio viso stanco
sussurro di preghiera s’ode
nella perduta notte
sciupata dal crudele dissenso
omai perso nel tempo
dannato fu il destino
decise ch’ io t’ incontrassi
solo in disperati sogni
Figlio

venerdì 25 gennaio 2008

Imperdonabili distanze


Scoppietta il fuoco del camino, lancia piccole meteore nel vortice delle fiamme, davanti ai miei occhi umidi vedo il calore, ma non riscalda il cuore livido in queste ore che sanno di acqua e calcare, che spingono i miei tormenti in un angolo di ring. Corro a ritroso il tuo viaggio fino alla placenta.
Avessi saputo, avessi potuto, non l’avrei mai recisa.
S’assottiglia il cuore, mentre vivo di sconfitta, la mia e quella di un mondo dove ho sprecato vanamente la mia energia, illudendomi di sottrarti a dolori e disattese.
Avrei voluto credere in certe menti, fautori di promesse, comandanti di genti, costretti a vivere d’inventiva, accontentandosi di briciole, mentre loro, lascivi vampiri, succhiano anche l’aria, vento di poppa per sgargianti barche di lusso. Retoriche che crollano continuamente, senza mai risorgere su colonne di marmo o pilastri decenti, senza più offendere la Premessa … Dormono sonni tranquilli, avvolti nel tepore di usurpate prosperità, chissà, se mai è accaduto ad uno dei figli d’imbattersi in una porta chiusa, dove a lettere cubitali si legge: NON C’E’ LAVORO se non per pochi, e per i raccomandati, servi del feudo.
Vita tutta in discesa per voi, su morbidi tappeti blu, a noi resta il conforto delle notizie del tg:
2 famiglie su 3 non riescono ad arrivare alla fine del mese;
20 milioni di lavoratori sono sottopagati;
5 milioni di famiglie sono sulla soglia della povertà.

Eppure sono tante le mani e le menti meritevoli di lode e di impegno.
Eppure continuano a chiamarlo come il formaggio, che va a male dopo pochi giorni.
Slaccio, per un attimo, lo sdegno che m’avvampa, e m’ avvicino, in punta di piedi, al tuo sguardo angelico. Voglio saziarmi del tuo respiro, so che non mi basterà domani, ma adesso lo voglio, voglio che ti svegli per perdermi nei tuoi occhi, invece m’allontano, temo che i battiti del mio cuore potrebbero svegliarti.
Tra poche ore lascerai il letto disfatto, testimone del mio essere, perché il treno non t’attende.
Vagabonda io, guado tra le note silenti di questa notte, in cui per la prima volta, non vorrei essere sola, e per non morire dentro, trasporto l’anima in te, ai sorrisi lanciati alla mia bocca, ai tuoi abbracci di ieri e di oggi, ai piccoli passi di quand’eri bambino, bambino mio.
Vivrò per attenderti, ancora.

A Luca ed a tutti i Luca


per la cronaca, dal tg sono stati forniti i seguenti dati:

In Italia

  2 famiglie su 3 non riescono ad arrivare alla fine del mese;
20 milioni di lavoratori sono sottopagati;
   5 milioni di famiglie sono alla soglia della povertà

lunedì 14 gennaio 2008


Attimi d' immenso

( Ad Aldo )

La pioggia incurva
i miei giorni al grigio
sottili brividi
mi trapassano l'anima
racchiudo le ginocchia
contro il cuore
tento di spezzare
questa pena
così fredda
così assurda
così buia
che la tua prigionia
non sente
non comprende
non vede
Tendo la mano
tremante
per sottrarre
al gelo
il tuo cuore sospeso
Consapevole
del passato che incalza
a piedi nudi
tra i cocci
del mio fantasma
inchiodo attimi
all'immenso
Vorrei donarti
il mio sangue
ancora
per farti volare
dove si placa il mare
ma inciampo nella lama
della tua distanza
che non dà un senso
ai nostri respiri
Quanto è cieco il mondo
che si perde
tra mille fiaccole d'amore

(Ripropongo questa poesia perchè mi è molto cara...Ognuno porta nel cuore una spina...)