Nobil animo
molteplici esperienze
in esistenza
non più tra noi
eppure sempre viva
Lorenzo 7.12.22
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Nobil animo
molteplici esperienze
in esistenza
non più tra noi
eppure sempre viva
Lorenzo 7.12.22
Quànne u ciùcce nan ammàine la càute fìnghe a u tèrz'ànne,
nan l'ammàine chìue.
Quando (al) l’asino non cresce la coda entro il terzo anno,
non gli crescerà (mai) più.
Se non si riesce ad educare un ragazzo in tenera età,
difficilmente lo vedremo maturare come adulto,
in grado di affrontare la vita con rettitudine e decoro.
Consiglio appassionato ai genitori,
bisogna trarre fuori educazione
progenie indotta alle buone maniere,
per lo sviluppo e buona formazione
e stare attenti al potenziamento
di buone facoltà degli educandi,
per affrontar la vita con decoro.
Da piccoli bisogna loro dare,
le qualità che possano portarli
a conduzione d'una retta via,
il buon esempio sempre come guida,
ed autorevolezza verso i figli,
che sempre grati saranno fino a età,
ordunque, in permanente educazione.
Lorenzo 6.12.22
Crisce màsse comme crisci' Criste jind'a la fasse.
Cresci massa, come crebbe Cristo nella fascia.
ad incrociare il segno della Croce
sulla massa del pane a lievitare,
avvolto in panno lindo e ben coperto,
panni di lana fino all'indomani,
o sotto le coperte del corredo.
Appena dopo l'alba si prepara
con l'acqua calda a impastare il tutto,
farina con la massa triplicata,
un gran lavoro con le forti braccia,
elastico rendeva quell'impasto,
finquando il dito pollice spingeva,
l'orma di questo subito annegava
nel cumulo cresciuto dell'ammasso,
Segno dell'Alto per andare avanti,
a fare i pezzi buoni ed intrecciati,
disposti in fila in panno infarinato,
finchè il garzone al forno li portava,
con l'accortezza pronta a conservare,
un pezzo della massa dentro il coccio,
utile come lievito in altro giro,
oppure da prestare l'indomani
alla vicina della sua dimora,
che le chiedeva, sempre con creanza,
Commà Lucì prestami del lievito
chè devo fare il pane domattina,
per subito ridarlo all'occorrenza.
Metteva segni in cerchio su quei pani,
non confondendo al forno i pezzi suoi,
legna d'ulivo ardente entro bocca,
al lato della porta di quell'antro,
una fornace prossima a dimora,
ben pochi son rimasti nel mio borgo.
Infin focaccia a cuculo con l'olio,
dei bimbi svegli appena era l'orgoglio.
Lorenzo 5.12.22
Quanne arrìve marze re pechere foure do jàzze.
Quando arriva marzo le pecore fuori dall’ovile.
Jàzzo che fa memoria in trnsumanze
e d'appennino a valle per svernare
nella pianura calda premurgiana,
ricovero notturno a pecorelle
coprivano lo spazio d'alta murgia
stazioni transitorie per giacere,
la notte per non correre disagi.
Posti in pendenza a scorrere dell'acque
esposti a sud riparo ai venti freddi
che a settentrione soffiano nel gelo.
Son fatti in pietre a secco ricavate,
da spietramento al suolo circostante,
un muro principale a recinzione,
reparti stagni nell'interno stanze,
per più a cielo aperto, ben s'intende,
con paralupi ausilio tutt'intorno
le lastre orizzontali a protezione,
come corona a cingere il riparo,
tanto che lupi ed altri predatori,
trovano impedimento all'invasione,
per fare un bel banchetto a quelle greggi.
Ambienti riparati nell'interno,
per far del latte munto la cagliata,
produrre lì sul posto il canestrato.
Lungo i tratturi principi le poste,
stazioni nel cammino lì riposte.
Lorenzo 4.12.22
La Massaròje de curre curre cinguànda sellèute e sessànda tammùrre.
La Masseria del corri corri cinquanta soldati e sessanta tamburi.
Un’assemblea che discute rumorosamente, senza concludere nulla.
L'affermazione appare maldicenza
di chi prova rivalsa per massaro
che nella masseria mette il cuore,
una babele sembra quella corte
lì dove impera un ordine all'opposto
ed in effetti può sembrare tale,
per il via vai d'anime in travaglio,
dagli animali ch'animano il cortile
ai fattori che tornano dai campi.
Altro che corri corri in ironia,
i contadini sono quei soldati,
i tamburi, barone e caporale,
i Comandanti della masseria.
Qui si lavora sodo e si fatica,
lontano dai frastuoni d'ogni borgo,
un edificio rustico in collina,
in alta murgia o aria di marina,
le stanze del massaro al piano alto,
i sottani di servitù al piano,
compresi nello spazio della corte,
e quivi inoltre ampie camerate,
per stalle degli ovini e dei bovini,
rimessa per raccolti e per foraggi
ed i locali per lavorazione.
Un caseificio per burrate e affini
ed un frantoio a macinare olive,
inoltre un bel palmento per il grano
e l'uva di vendemmia per il vino.
Una città sia pur fortificata,
con muro che la cinge a protezione,
porta d'ingresso chiusa da un portone,
villa di residenza di stagione,
indipendente in ogni sua misura,
il forno e la cisterna per raccolta
presentano la corte sufficiente,
per rendere sicura la dimora,
in ogni tempo ed ogni circostanza,
anche per pie pratiche d'oranti,
piccola Chiesa come al nostro caso,
nei dì di Festa adepti in adunanza,
offrono al Sommo Padre l'Onoranza.
Lorenzo 3.12.22
Ecologica
la nicchia dei bisogni
ecosistema
d'Esserci e Benessere
palestra dell'Essenza
Lorenzo 2.12.22
Citte Citte 'mmenz'a la chiazze.
Zitta Zitta nella Piazza.
Detto di chi non sa tenere la parola
tra i denti o si lascia facilmente
andare a proferire segrete confidenze.
E l'aforisma odierno è il contrario
di quello detto ieri sul silenzio,
segreto da non dire e poi tenere
in scrigno d'egoista ben nascosto.
Quest'oggi invece voci sono in fiato
e il venticello spira sottovoce,
si parla, si vocifera del tale,
calunnie e maldicenze ai quattro venti
e con la scusa di cercare il fuoco,
Geppina la vicina bussa a porta,
Marì se tieni il fuoco per favore,
dammene un po' che possa cucinare.
E per fortuna il fuoco sempre acceso,
la legna degli ulivi qui non manca
e si riscalda il vano col calore
e in mezzo un bel braciere coi tizzoni.
S'intrufola pian piano la Comare,
vicina di dimora e chiacchierona,
si ferma lì con il tizzone avuto
a rischio di bruciarsi la sua mano.
Quindi racconta tutte le storielle
di conoscenze in vista nel quartiere,
mi raccomando non ho detto niente,
nessuno sappia quello che t'ho detto..
Io ti conosco appena e arrivederci,
domani è un altro giorno per vederci.
Lorenzo 1.12.22