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mercoledì 4 gennaio 2006
Era lunedì, i messi carnefici avrebbero fatto il loro giro la domenica mattina.
Il cittadino Ario di mogli ne aveva tre e non sapeva quale salvare. Concesse a ciascuna due giorni di tempo per convincerlo. Adea ebbe in sorte il lunedì e il martedì e cercò di ammaliarlo con il sesso. Gli procurò una notte di quarantotto ore, in cui nulla fu proibito e tutto concesso. Lo restituì alle altre, pensò, sazio e di niente più desideroso.
Brivia, che sola gli aveva dato una discendenza, si giocò la carta dei figli. Trascorse il mercoledì e il giovedì facenosene scudo, mostrando quanto li amava, riamata. Senza di lei sarebbero stati poveri orfani e lui padre sciagurato.
Al venerdì e al sabato Crèmia non si fece trovare. Puntò tutto sull'eterna imbecillità degli uomini che pensano di desiderare più di ogni altra cosa quella che non possono avere. Lasciò Ario solo nella grande camera, fremente d'assenza, farcito del suo incolmabile vuoto.
La domenica mattina i messi carnefici bussarono alla porta. Ario aprì. Al suo fianco stavano Adea, statuaria, coperta di un trasparente nonnulla e Brivia, aggrappata ai suoi bambini. Il capocarnefice consultò lo stato di famiglia, vide che una mancava.
"Dunque la scelta è fatta", dedusse e proclamò, non avendo tempo da perdere. Mentre lo diceva, già la sciabola falciava la testa di Adea e Brivia. I bambini urlarono: avevano perduto la madre. Ario urlò: aveva perduto l'amante. Sentì dei passi alle spalle e si volse: era Crèmia, ora e per sempre sua moglie. Adesso che lei c'era, e sempre ci sarebbe stata, si rendeva conto di averla sempre detestata.
sabato 31 dicembre 2005
mercoledì 28 dicembre 2005
(dipinto ad olio di Attilio Melo - 1998)
Milano sotto la neve fa sentire voci lontane, chiuse tra le finestre di quelle case di via Brera. Un ciclista va di fretta attraversando l'incrocio incurante del pericolo: ma non passa nessuno con questo tempo... non passa nessuno... Si cammina lentamente per rischiare di non cadere e i bimbi nel parco giocano a palle di neve con sorrisi di sole e di luna mentre ridono a crepapelle corsa dopo corsa.
Auto parcheggiate lungo i viali alberati ricoperti del manto nevoso sembrano ferme da secoli ad aspettare i proprietari che le hanno abbandonate senza rispetto e senza tempo.
Intanto un tram fa sentire la sua campana, la suona per richiamare l'attenzione che qualcosa ancora si muove in questa candida giornata milanese. Pochi passeggeri e quei pochi sono annoiati, stanchi del solito viaggio quotidiano. Vogliono tornare a casa nel caldo dei loro focolai, dietro quelle finestre che guardano curiose e sbiadite su una strada di Milano.
venerdì 23 dicembre 2005
Ve lo dico con il cuore e con un sussur lieve pieno di candore. Il Natale è arrivato e nelle nostre anime è nato! E' nato il sol splendente che dovrà brillare perchè solo con esso si può amare.
Venite gente! Accorrete! Decoriamo quell'abete con luci e color che ci portano a volar come stelle comete.
Tanti auguri di Buon Natale a tutti voi giungano dentro le vostre case con tutto il calor.